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Che senso hanno le norme del Regolamento, se poi non vengono applicate?

Il vero Sindaco della città (Pierluigi Piccini) ha recentemente pubblicato sul suo blog un articolo che riteniamo sia diretto al peggior Sindaco mai visto in Palazzo, la Nippa.

L'articolo necessita di essere letto tre volte per essere capito; l'inizio è completamente sballato.

Dice Piccini: "Il Regolamento del Palio non è una legge come le altre. Porta la firma del Comune, passa per il Consiglio, ha articoli e commi. Ma la sua sostanza viene da altrove: dai bandi settecenteschi, dalle consuetudini sedimentate in tre secoli, da un patto non scritto tra le contrade e la città. È una convenzione che si è data la forma della norma, non una norma che pretende di inventare una convenzione. Dimenticarlo significa non capire più che cosa sia la Festa".

Non è vero e certo Piccini non ha mai approfondito com si sia arrivati al Regolamento del 1906 e, poi, a quello del 1949.

Sarebbe sufficiente rileggere questo nostro lavoro per capire che il Regolamento non ha niente a che vedere con consuetudini sedimentate, oppure da un patto non scritto tra le contrade e la città.

Se l'inizio di Piccini è questo, forse è meglio interromperci qui.

Tutti i giochi nel Mondo, soprattutto in quelo Antico, si svolgono nel pieno rispetto delle regole che servono per far giocare. Senza regole non c'è gioco e senza regole che devono essere applicate non c'è gioco.

Tutto semplice ... come un gioco.

5 maggio 2026