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La Nippa e la consapevolezza della comunità

Non perde mai occasione, la Nippa, di mettere in risalto l'improvvisazione paliesca e la confusione totale che l'avvolge.

Domenica, in occasione della consueta consegna del masgalanino alla Torre, la Nippa si è preparata da sola il discorsone, se lo è corretto e, poi, se lo è letto.

Era molto meglio se avesse chiesto aiuto al suo ufficio comunicativo.

Nell'accurato reportage di Orlando Pacchiano di ieri su La Nazione, vediamo cosa è uscito dalla bocca della Nippa. «Il Palio - parole Nippiane - non si tutela solo con atti amministrativi o regole ma con una comunità consapevole». Davvero Nippa?

Eppure senza regole e senza atti amministrativi Palazzo non può assolutamente pensare di mettere la terra in Piazza. Forse la Nippa questo non lo sa, Michele Capitani certamente sì. Il Palio si tutela proprio con gli atti amministrativi, addirittura dal 1660 quando la Biccherna ordinò ai Comunelli delle Masse di portare la rena in Piazza il 2 luglio; la storia delle regole che sfugge alla Nippa che nulla sa e nulla conosce. Senza quell'atto non ci sarebbe mai stato il Palio.

Proseguiamo. Afferma la Nippa: «Amare il Palio non significa solo emozionarsi nei giorni della Festa. Significa conoscerne la storia, comprenderne le regole, rispettarne i simboli e i valori. Significa rispettare la propria Contrada e, allo stesso tempo, sapere che senza le altre sedici Contrade il Palio n on esisterebbe. Significa comprendere che la rivalità vive dentro una comunità che condivide qualcosa di ancora più grande: Siena».

Ottimo! Il contrario di quello che aveva affermato prima! Occorrer conoscere la storia, ma chi la insegna ai giovani? proprio la Nippa? Occorre comprenderne le regole; e chi lo farebbe? la Nippa? Da evidenziare che in tre anni, adesso si attende il quarto, non ha mai fatto intravedere una linea precisa e delineata sulla giustizia paliesca proprio perché lei non ne conosce la natura.

E per finire dice la Nippa: «...una responsabilità precisa del Comune, che ha il compito di tutelare il Palio nella sua interezza... È una responsabilità che sentiamo profondamente. Ma il Palio non si tutela soltanto attraverso atti amministrativi o regole. Si tutela soprattutto attraverso una comunità consapevole». La Nippa è fuori dal mondo se pensa che la consapevolezza della comunità possa subentrare all'esibizionismo naturale di chi ha la pretesa di agire per il bene della propria Contrada.

Gli atti amministrativi sono gli unici mezzi per evitare che vengano messe le reti in Piazza, oppure che si finisca alle Fornaci o ad Ampugnano.

La Nippa farebbe bene a concentrarsi su queste eventualità, prima di dare i compiti a casa ai 17 onorandini.

22 settembre 2026