SUNTO

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Giovedì notte , finestre aperte perché è caldo , domani si lavora : ma non si può riposare ….

Da senese credo di poterlo dire senza chiedere permesso a nessuno.

La vivibilità del centro storico sta diventando, troppo spesso, ostaggio di una caricatura della Contrada: botti sparati a qualsiasi ora, strade insozzate di vomito, urla nel cuore della notte, disco-music , comportamenti che non hanno più alcuna traccia di ciò che il Palio e la vita contradaiola hanno rappresentato per generazioni.

E intanto Comune, Priori e forze dell’ordine sembrano aver scelto la strada più comoda: lasciar fare.

Anche le feste titolari, in troppi casi, hanno perso misura e identità, trasformandosi in qualcosa che assomiglia sempre più a una sagra paesana ( la festa al Ruffolo è più civile) , dove il rumore viene scambiato per appartenenza, l’ubriachezza per tradizione e la maleducazione per spirito contradaiolo.

No. Il Palio non è questo. La Contrada non è questo.

Essere contradaioli non significa avere una zona franca nella quale le normali regole della convivenza civile vengono sospese. E amare Siena non significa accettare qualsiasi comportamento purché venga coperto da un fazzoletto al collo.

Se questo è diventato il Palio, io non lo riconosco.

Se questa è diventata la Contrada, allora sono atterrato su un altro pianeta.

E se tutto questo deve essere difeso come “espressione contradaiola”, allora diciamolo senza ipocrisie: ha vinto la barbarie rurale.

E il Gazzilloro, finalmente, domina incontrastato.