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Il Palio: un gioco con regole fondamentali, ma che si gioca senza regole Nello sport se si infrange una regola (ad esempio il semplice fallo di mano) l'arbitro ferma il gioco e si riprende il gioco dopo il fischio. Ci sono regole nello sport, senza le quali non esisterebbe il gioco. Lo stesso avviene nel Palio. Nel Palio l'intreccio delle regole avviene con precise interrelazioni che spaziano tra un comma e un articolo e nell'insieme è un mosaico perfetto che, adesso, la Nippa vuole distruggere perché, da buona quattrogiornista, non possiede le opportune capacità di capire cosa dicano gli articoli ed i commi uno dietro l'altro. Ma di questo ne parleremo in altre occasione. Adesso ci preme evidenziare come l'insieme delle regole del Palio non vengano rispettate nel momento in cui si attua il gioco. Siamo di fronte ad una piega dell'illogicità del Palio. Regole precise, come quelle dell'uso non consentito tra i canapi nei confronti di altri fantini, che vengono infrante con regolarità e sena che il gioco venga interrotto. Ci troviamo così di fronte ad un gioco con regole precise, ma che, al contempo, è un gioco senza regole e nel quale ogni attore "gioca" con le sue regole. L'esempio classico è rappresentato dalle nerbate violente tra i canapi tra Aceto e Deledda: il gioco senza regole ma con le regole che subentrano nel momento in cui il gioco termina. E' la bellezza del Palio, di questo gioco sempre diverso dal prcedente ma che, dal precedente, prnde ninfa per continuare nei secoli. La Nippa un articolo del genere non può capirlo, con la speranza che le sia illustrato da Rosadè; entrambi però non rientrano nel magico cerchio dei nostri tre. Che fortuna abbiamo! 13 luglio 2026 |
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