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Quanto blaterare per il dominio di Egli Chi si ricorda del Palio dell'agosto 2010 vinto da Capitanbruschelli e con lo Zeddino di rincorsa? Chi si ricorda dell'agosto 2004 vinto da Capitanbruschelli con Egli di rincorsa? Chi si ricorda del luglio 2012 vinto da Capitanbruschelli con lo Zeddino di rincorsa e Chiudani sul Verrocchio? Chi si ricorda del Degortes che, nel settembre 1969, di rincorsa si trovò primo alla Fonte e vincente? Chi si ricorda del luglio 1969 con Gentili che chiama la partenza (come si vede nella foto in basso) e Giuggia risponde perfettamente? Troppo facile dimenticare; perché il quattrogiornista non ha memoria, e applicare il venduto di turno all'attualità, con tanto di condimento per il cosiddetto onore della Contrada. Ciò che da sabato 4 si è scatenato contro Egli (e Renatino) ha dell'assurdo e che non fa parte della cultura del Palio. Occorre che i quattrogiornisti si fermino e si chiedano «da quanti anni sono diventato contradaiolo?». Il Palio ha sempre avuto punti di riferimento precisi nella sua storia, con il primo attore sempre a svolgere le funzioni di direttore d'orchestra, anche sul Verrocchio. La bellezza del Palio è che si tratta un gioco corrotto ma lecito; nella corruzione nota a tutti si basano, da secoli, i principi fondamentali che lo hanno portato ai giorni nostri. Quello che viviamo oggi non è altro che l'ennesimo innalzamento della perfezione assoluta che porta il nome di Egli. Nel suo cerchio confluiscono Contrade e fantini, anche Mossieri come è sempre stato. Non dimentichiamoci mai di una fogata nella provaccia (luglio 1982) di un nutrito gruppo di ocaioli, tra i quali anche futuri dirigenti, nei confronti di Ricci, reo di essere stato sorpreso alla Stazione di Sinalunga (davanti alla sede del Monte) a parlottare con un Capitano. Se il cerchio impone ad alcune Contrade (Oca e Onda in primis, e come sarà anche per agosto) di montare Murtas e Carletto Sanna, non c'è niente da obiettare visto che, stando nel cerchio, le strategie della Torre non hanno mai toccato un così basso coefficiente di attendibilità. E questa è corruzione, non materiale certo ma al servizio di chi tira le fila e sfiorerà la quota venti di successi. Tutta filosofia che il quattrogiornista, anche radicato in Contrada, non può capire per il semplice motivo che il Palio è Palio; con tutte le sfaccettature e angolazioni che ne contraddistinguono la sua secolare vita. Chi si ribella dallo stare nel cerchio deve innanzitutto umilmente guardarsi dietro le spalle, per le gioie che Egli ha distribuito. Per finire, un'osservazione: è assolutamente falso sostenere che in passato erano le Contrade che facevano il Palio. Provate a leggere quanto abbiamo scritto, in italiano, nel 1999 (prima del Covid) sullo strapotere dei fantini nei confronti delle Contrade che affittavano il proprio giubbetto. Era il 1834; il quattrogiornista conosce la lingua italiana? 10 luglio 2026
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