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La delega del Palio a Michele Capitani

Partiamo da un punto preciso ed indissolubile: l'identità di Siena attraverso il "suo" Palio.

Un'identità che richiede, anzi obbliga, il primo cittadino ad assumersi direttamente ogni tipo di responsabilità, civile e penale, al fine di consentire alla Festa di uscire da qualunque situazione che ne mini storia, cultura e attualità.

La città di Siena, nella sua socialità, ruota attorno al Palio e ne è componente essenziale. Siena le Contrade non esisterebbe il Palio; senza Piazza (o Campo) non esisterebbe il Palio; senza il ruolo del Comune non esisterebbe il Palio.

Tre componenti che intersecandosi a meraviglia compongono la magica parola del Palio.

Il Comune ha un ruolo preciso nei secoli, ribadito con fermezza da Leopoldo quando istituì la Comunità Civica di Siena; un ruolo che neppure i devastatori francesi seppero frantumare.

Ma il Com,une ha necessità di persone al vertice cittadino che abbiano in mano l'anima organizzativa e alla Nippa quest'anima manca.

Le manca per una serie indeterminata di eventi che l'hanno vista protagonista in negativo su tutto e su tutti.

La Nippa ha paura del Palio, una folle paura. Non guarda lo svolgimento della corsa; si nasconde perché ha paura.

L'onestà della Nippa non viene messa in discussione. Proprio facendo leva su questa onestà, la Nippa dovrebbe cedere a Michele Capitani la delega del Palio, così come previsto dal co. 1 dell'art. 103.

Senza la Nippa il Palio del Terrore non esisterebbe mai; con la Nippa ogni giorno è un Terrore. Il Palio, ma soprattutto Siena, non possono permettersi il "vivere alla giornata".

Cedere la delega a Capitani dimostrerebbe intelligenza e non solo.

7 luglio 2026