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La Nippa ancora non ha ancora capito che il Bando della Biccherna richiamato ...

Ci sono due precisi riferimenti alla Biccherna nel Regolamento riscritto nel 1949 sulle basi di quello del 1906.

I riferimenti richiamano nell'articolo 4 il numero delle Contrade che possono allinearsi al canapo; nell'articolo 6 la condizione di volontarietà per correre in Piazza da parte delle contrade.

Il Bando citato nel 1949 è errato in tre punti: giorno, mese ed anno.

Il legislatore del 1949, ma anche la gazzilloraggine del 2026, ha ritenuto che il 21 gennaio 1720 stile senese fosse stato emanato un bando con il quale il numero delle Contrade ammesse a correre in Piazza risultasse essere 10, oltre al fatto della norma sulla partecipazione volontaria (articolo 6). Non è così e non lo è mai stato.

La leggerezza storica del legislatore del 1949 fa parte della leggenda; quella del 2026 richiama una vera e propria forma di gazzilloraggine trasformata in "errore di battuta" di quelli di 1949. Non è così e non lo è mai stato.

E passiamo a dare lezioni di storia paliesca e regolamentare alla Nippa ed agli altri otto membri della Commissione.

Il testo 2026 dell'articolo 4, che sarà sottoposto all'approvazione tacita del Consiglio Comunale, recita così: "Ad ogni Palio partecipano dieci delle diciassette Contrade. Per la loro determinazione di Palii ordinari si segue la regola stabilita dal Bando del Magistrato di Biccherna del dì 21 gennaio 1721 (1720 dello stile ab incarnatione Domini)" al posto di questo: "Ad ogni Palio partecipano dieci delle diciassette Contrade. Per la loro determinazione di Palii ordinari si segue la regola stabilita dal Bando del Magistrato di Biccherna del dì 21 gennaio 1720 (stile senese)". Si tratterebbe, secondo la Commissione, di un semplice errore di battuta rimediato come farebbero i gazzillori quattrogiornisti. Non è così e non lo è mai stato.

Vediamo perché la Nippa sbaglia in modo clamoroso ed anche vergognoso, avendo la presunzione della conoscenza della storia.

La Biccherna nella sua storia ha emesso due bandi palieschi: uno il 7 maggio 1721, l'altro il 7 gennaio 1729 stile senese (cioè 7 gennaio 1730). Con il primo si stabiliva che a correre in Piazza fossero solo dieci Contrade, oltre ad altre norme riprese da precedenti disposizioni della Biccherna; con il secondo si stabilivano i confini delle 17 bloccando ogni possibilità di nascita delle zone limitrofe come cercò di fare negli anni'20 dello scorso secolo S. Prospero.

Il Bando di Biccherna "richiamato" nel Regolamento del 1721 è quello del 7 maggio 1721 senza stile senese!

Il 21 gennaio 1720 (stile senese) come stabilì il legislatore del 1949, oppure il 21 gennaio 1721 come sostiene nel 2026 la Nippa, sono date completamente inventate e mai esistite nella storia del Palio. L'attuale Consiglio Comunale non può accettare questa barbarica gazzillorata!

Da Professoressa a Maestrina: bocciata completamente senza se e senza ma ... e non è la sola.

18 maggio 2026