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Remare tutti insieme anche per l'ufficietto? Ha detto la Mippa: "Continuo a pensare che sia necessario, tutti assieme e tutte le volte, tutelare il Palio non omologandolo a ciò che non è". Una traduzione elastica di ciò suonerebbe, forse, così: "Remiamo tutti dalla stessa parte". Concetto validissimo in considerazione del fatto che il Palio, sotto il profilo organizzativo, non può certo sbagliare né commettere errori, più o meno plateali. La Nippa, però, non possiede un quadro generale di cosa sia in effetti il Palio e di quanta intersecazione negativa si va a verificare nelle principali tre componenti che ne danno la vita ... perpetua. Vita perpetua, perché il Palio non cesserà mai di esistere; caso mai cesserà Piazza del Campo per ritrovarsi a correre alle Fornaci ... per colpa di Siena. La Nippa deve sapere che le tre fonti che, assieme, formano e danno vita al Palio si presentano con interessi completamente opposti e divergenti, molto. Il Comune, dove risiede la Nippa, ha il compito principale ed unico di organizzare la Festa predisponendo che tutto vada nel segno di ciò che stabilisce il Regolamento. Non sempre la Nippa ha agito come vogliono le regole, appoggiandosi a strutture che da decenni non sono all'altezza del compito ed inserinovi personaggi completamente estranei a qualsiasi normale forma paliesca. Di fronte alla Procura la responsabile unica è la Nippa, poi, a seguire, altre figure. Oltre a Palazzo, il Palio è vivo perché ci sono le 17 Contrade che, rispetto al Comune, hanno un solo obiettivo: la vittoria, usando tutti i mezzi non consentiti dal Regolamento. 17 Contrade che, a differenza delle barzellette di socialità e amore, sono costituite da 17 villaggi pieni di vipere, di invidie, di gelosie, di cattiveria innata. Quando vince una Contrada, se ne purgano 16 e mezzo; lo ha detto Bernardino Radicchi e più saggia frase non poteva essere coniata. Comune, Contrade ed infine, per fare il Palio, i proprietari di cavalli e fantini; questi ultimi pronti ad emulare il camaleonte e trasformarsi in Contrada. Gli interessi dei cavallai sono nettamente diversi ed opposti da quelli del Comune e delle Contrade; basterebbe un briciolo di onestà e di rispetto alla Festa per evitare iscrizioni di cavalli inutili e dannosi. E ci fermiamo qui. Tornando dunque all'inizio ("Remiamo tutti dalla stessa parte") cosa si può aggiungere a Palazzo? Si aggiunge che è proprio Palazzo a non remare dalla stessa parte con iniziative del tutto arbitrarie, senza una logica applicativa e con personale decisamente pronto a remare contro. Ci sono dubbi abbastanza considerevoli nell'attuale gestione paliesca della Nippa che sembrano orientati a "premiare" proprio coloro che remano contro. A parte la perenne conferma della soubrette nel ruolo chiave (ed unico) di organizzatrice del copia-incolla, troviamo la Nippa premiare delcollo con la dirigenza e applaudire Rosadè dandogli anche l'Economato. Quel Rosadè, è bene che la Nippa riesca definitivamente a capirlo, che si è messo a fare il copia-incolla di un Codice deontologico professionale facendolo passare come propria elaborazione. Ecco, di conseguenza, che Palazzo, nel triangolo magico del Palio, si trovi da solo al centro di una situazione delicata ed esplosiva e che quel "Remiamo tutti dalla stessa parte" assume una connotazione leggendaria allorché le leggende costituiscono la costante minaccia della storia e della verità. Palazzo non può chiedere di remare tutti insieme; dopotutto è il primo ingranaggio a remare contro se stesso e contro le altre componenti. 23 marzo 2026
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