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70 anni fa alla ricerca di una pista

Non c'erano né onorandini, né orandoni. Non c'era neanche quella smania attuale di mettersi in mostra ed occupare con le interviste le colonne dei quantidiani, con tanto di foto a colori in primo piano.

Non c'erano nemmeno quel tipo di cronisti che, per tutto il giorno, gironzolano in città alla ricerca dell'esclusività; c'era, al contrario, ben altra cadenza di analizzare le "cose di Palio" e di trovare soluzioni.

Capita così di estrarre dal nostro archivio una lettera datat 7 aprile 1953, a firma dell'allora Rettore del Magistrato Guido Chigi Saracini.

La lettera vogliamo riproporla nella sua intierezza perché di un'attualità unica e che dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, come 70 anni fa si ritenevano indispensabili gli allenamenti dei cavalli per partecipare alla tratta e al Palio.

Ecco quel testo: «Alcuni proprietari di cavalli, soliti presentarli alla tratta per il Palio,hanno fatto presente a questo Magistrato il notevole disagio nel quale si trovano allorché debbono provvedere per il necessario allenamento dei cavalli stessi. Infatti, reso impossibile,dopo l'asfaltatura, l'uso della pista dello Stadio comunale, l'accresciuta e intensa circolazione degli automezzi rende praticamente inutilizzabili allo scopo anche le strade secondarie,prossime alla città, non ancora asfaltate, ma il cui fondo si presenta comunque eccessivamente duro. Gli stessi proprietari reclamano pertanto un provvedimento che consenta loro di utilizzare allo scopo qualche terreno nelle immediate vicinanze della città, da adattarsi con sistemazioni adeguate, ma di costo modesto. Questo Magistrato non può non unirsi a tale richiesta che giudica di fondamentale importanza  per il Palio, e richiedere la cortese attenzione della SV. Ill.ma sulla assoluta urgenza dei provvedimenti domandati. La sollecita cura della S,V. Ill.ma dimostrata per i problemi cittadini ci fa sperare un favorevole accoglimento della domanda che precede e in tale speranza si inviano distinti saluti».

Come finisce la storia? Finisce con un turbolento accordo tra Comune e l'allora CAR, con il trait d'unione da parte del Prefetto, sull'uso di Piazza d'Armi che si trasforma in questo galoppatoio nel successivo 1954:

Quando, a quei tempi, non esistevano i quattrogiornisti, che oggi ricoprono ruoli in Contrada.

16 gennaio 2023